Demolishing the interior of an entire medieval building from top to bottom is one of the most rare and astonishing of events: the complex 3d stratification is revealed and just a few traces of the previous intricate space organization remain. Like in archeology, fragments of exploded life are scattered around in space and time and ages can converse with each other. The Architect is asked to be the realistic interpreter of such a dialogue, preserving the tension towards the future. Twenty images document the suspended time between the demolition and the rebuilding of an ancient house in Città della Pieve.

Dietro le quinte di uno spazio vissuto photography exhibition

Photos by: Irene Rinaldi and Paolo Rinaldi
Videoinstallation: Unpacked (Daniele Mancini)
Catalog: by Unpacked (buy on lulu.com | read on issuu.com)
Passolibero Exhibition Surface | Via Roma, 11 | Città della Pieve (PG)
17 (vernissage),18,19 August 2007 | 19.30 > 24.00

website on exhibition design lab

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DIETRO LE QUINTE di uno spazio vissuto.
Fotogrammi di spazi sospesi fra passato e futuro, tra storie già vissute ed altre da vivere.

Si tratta di una raccolta di materiale fotografico, non artistico ma nato come strumento di documentazione della lunga trasformazione a cui è stato sottoposto questo antico edificio. Le successive operazioni di demolizione, traforatura, apertura, puntellamento, effettuate hanno liberato via via, e in tempi diversi, incredibili potenzialità spaziali e nuovi modi di percepire gli spazi fino allora diversamente conosciuti.
La simultanea presenza, ancora appiccicata sui brandelli di muro, delle tracce note di spazi domestici, impressiona, facendo dialogare epoche e storie diverse: la stratigrafia di una vecchia casa viene letta come la stratigrafia di tante vite.

E ancora lo sconfinamento della vista dagli interni nel cielo, incolla la scena in una dimensione irreale, archeologica e silenziosa.

Ma quello che rimane tra le mani di queste visioni è potente materiale effimero.

Istantanee di spazi rari, delimitati da muri sgretolati, altro non hanno se non il valore di impreviste scoperte. Queste transitorie scenografie dalla durata di un temporale, non si ricorderanno se non fotografate almeno una volta. Quello che varrà di nuovo e di nuovo ancora è lo spazio vuoto tra i limiti, l’aria respirata, l’aria entrata e uscita e poi l’ultima, quella raccolta nei nuovi luoghi dove si vivranno delle nuove storie.

La sequenza delle immagini, montata in loop si innesta in uno spazio privato occupandone un’intera apertura su strada, il passo carrabile della casa.

Le immagini, appartenute a quel luogo, ci girano di nuovo all’interno come fossero il vero scenario dietro quel portone: lo sono state in fondo, lo sono e lo potranno ancora essere.

Il pubblico assiste dalla strada alla sequenza dei fotogrammi come spiando all’interno della casa, traguardando da più angolazioni lo spazio interno, in una visione pressochè simultanea.

Se nella nostra storia le quinte sono i brandelli di muro rimasti in piedi, di una storia che c’è cucita sopra, dai quali traguardare i cieli e le altre case, per gli spettatori le quinte saranno il muro della nostra casa e i fotogrammi saranno la storia che stavolta vogliamo raccontare.

Photos by: Irene Rinaldi and Paolo Rinaldi
Video Installation: Unpacked
Curated by: Daniele Mancini and Irene Rinaldi
Catalog: Unpacked

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